Skip to content
Martedì 11 novembre, ore 17.00
in sede e via Zoom - ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a padova@icit.it
Conferenza: L’unicità della musica tedesca
Relatore: Relatrice: Marisa Franceschi

Il colore mediterraneo della musica italiana si incontra con la severa costruzione polifonica della musica di Bach

Bach non visitò mai l’Italia eppure, ascoltando certi suoi brani, non si può fare a meno di rimanere colpiti dal gusto italiano che emanano.  Del resto, i compositori tedeschi contemporanei a Bach amavano scrivere musica quasi esclusivamente in stile italiano.
La lezione offerta dai concerti italiani fu molto preziosa per Bach, il quale non si limitò a semplici trascrizioni di musiche di Vivaldi, Corelli, Alessandro e Benedetto Marcello, Albinoni e Locatelli, ma intervenne con logica ed efficacia senza farsi condizionare da limiti tecnici degli strumenti a disposizione.
La chiarezza esemplare della struttura del concerto solistico vivaldiano, i temi melodiosi e ben configurati, la perfetta logica unita all’estro (interessante l’etimologia della parola in riferimento a Vivaldi) costituirono per Bach un punto di riferimento costante, pur calato in un contesto polifonico sostenuto da una cura dei particolari tipicamente tedesca.
Un grande contributo alla diffusione oltralpe della musica italiana in epoca barocca è stato dato da una figura che occupò un ruolo importante anche a livello sociopolitico in Germania: il principe Giovanni Ernesto di Sassonia, nipote del regnante Guglielmo Ernesto, il quale si dilettava a comporre lui stesso concerti in stile italiano.
Oltre al concerto in La min. BWV 1065 per 4 clavicembali trascritto da Vivaldi, ascolteremo il celebre “Concerto secondo il gusto italiano” BWV 971 in Fa maggiore di Bach, nelle interpretazioni di vari esecutori.

Torna su
× Chatta!