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Venerdì 20 dicembre, ore 17.00
In sede e via Zoom
Una conversazione e una lettera. Max Horkheimer e la ‘nostalgia del totalmente Altro’. A partire dalla ‘eclissi della ragione’ La nostalgia del totalmente Altro. Intervista. (II)
Relatore: Stefano Martini

«In un recente saggio su La funzione della teologia nella società [Die Funktion der Theologie in der Gesellschaft, 1969] […] Horkheimer espone le stesse idee, individuando i fronti, sui quali la teologia, considerata dal punto di vista della teoria critica, possa essere ancora attuale. I fronti sono due: la morale e la questione del senso dell’esistenza. Uno dei concetti fondamentali della teologia ebraico-cristiana è l’amore del prossimo, che Horkheimer trova affine al concetto marxiano di solidarietà e che dovrebbe costituire l’éthos di una democrazia, intesa non tanto come forma organizzativa, ma come forma di vita, come forma di comprensione degli uomini e dei popoli. Ma soprattutto ritorna la questione del senso [Sinnfrage] da dare all’esistenza. Qui la scienza rivela la sua impotenza. La fisica, le scienze della natura in genere, e persino la medicina sono oggi al servizio di scopi militari. I popoli devono difendersi gli uni dagli altri ed abbisognano di mezzi e strumenti, che la scienza appronta. Ma la scienza non s’interroga: che cos’è la verità? che cosa dobbiamo fare? È vero che la scienza moderna costituisce l’arsenale, da cui si traggono le obiezioni contro la teologia, ma alla teologia si offre oggi l’occasione di costituirsi come obiezione alla scienza, tramite la memoria. Essa deve ricordare ad una scienza affaccendata a soddisfare i vari bisogni dell’uomo che, al di là di tecniche ed abilità varie, rimane l’interrogativo ultimo sul senso dell’esistenza e della verità. […] E per il tramite di questa memoria, che la teologia, come espressione della nostalgia del totalmente Altro, possiede, assume una funzione critica nei confronti della scienza, che sta manipolando l’uomo. […] A dieci anni di distanza dalla prima edizione italiana […] esce la terza edizione de La nostalgia del totalmente Altro, aumentata di una breve appendice consistente in una lettera in cui il filosofo ricorda il suo incontro con il teologo evangelico Paul Tillich (1886-1965) […]. Entrambi docenti all’università di Francoforte sul Meno prima dell’ascesa di Hitler al potere, entrambi esuli in America dopo l’avvento di Hitler al potere […]. La lettera […] documenta una lunga consuetudine di dialogo tra il filosofo ebraico e il teologo cristiano» (Gibellini, Religione e teologia in Max Horkheimer, cit., pp. 16-20).

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