Skip to content
Martedì 21 aprile, ore 17.00
in sede e via Zoom - ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a padova@icit.it
L’arte di dire le cose. Gli oggetti nella poesia di Rilke
Relatore: Marco Rispoli

Ciclo di incontri: Rainer Maria Rilke. La poesia delle cose, le voci perdute degli amanti

In collaborazione con la sezione di Germanistica del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova

Le sue poesie riecheggiano nei film e nelle serie televisive, diventano testi per canzoni, e una popstar, Lady Gaga, si è fatta tatuare sul braccio le parole tratte da una sua lettera. Ma chi era Rainer Maria Rilke? A cento anni dalla sua morte, ci si propone di osservare il modo in cui la sua poesia, come poche altre esperienze artistiche novecentesche, ha saputo riflettere sulla condizione umana, suggestionando generazioni di lettori. Da un lato celebrando il rapporto con le cose che accompagnano la nostra esistenza, dall’altro considerando i nostri legami con le persone e la nostra concezione dell’amore.

Marco Rispoli insegna letteratura tedesca all’Università di Padova. Le sue ricerche si sono rivolte soprattutto alla cultura tedesca dell’Ottocento e del Novecento. Si è inoltre occupato di teoria e storia della traduzione, oltre ad aver tradotto e curato testi di Hugo von Hofmannsthal, Rosa Luxemburg, Joseph Roth, Friederike Mayröcker e altri autori di lingua tedesca.

 

L’arte di dire le cose. Gli oggetti nella poesia di Rilke

La poesia di Rainer Maria Rilke è profondamente segnata dal suo incontro con la scultura e la pittura. I suoi componimenti giungono a una perfezione sorprendente anche grazie al confronto con Auguste Rodin, con Paul Cézanne, con la materia silenziosa e resistente delle cose. Ma come può una parola diventare oggetto? Come può il verso acquisire la stessa densità, la stessa presenza fisica di una statua o di un quadro? La conferenza esplora il modo in cui Rilke ha cercato di fare «cose» con le parole: di costruire, attraverso il linguaggio, opere capaci di stare nel mondo con la stessa autonomia e la stessa forza di un’opera d’arte visiva. Al centro di questa riflessione sono i suoi “Neue Gedichte”, le “Nuove Poesie” scritte per lo più a Parigi nel primo decennio del Novecento.

Torna su