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Martedì 5 maggio, ore 17.00
in sede e via Zoom - ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a padova@icit.it
Il ruolo e la figura dei “Revisori” e dei “Trascrittori” della musica di Bach
Relatore: Marisa Franceschi

Ciclo: L’unicità della Musica Tedesca

Un fondamentale contributo alla diffusione e allo studio delle opere di J.S. Bach è stato dato dai revisori e dai trascrittori che hanno consentito alle case editrici di pubblicare i suoi lavori, corredati da note inerenti alla diteggiatura, all’agogica, alla dinamica e all’interpretazione. Non dimentichiamo che le composizioni bachiane ci sono pervenute prevalentemente manoscritte e, salvo qualche rara eccezione, prive di note esplicative.

Il primo revisore fu il pianista triestino Edoardo Bix che curò la prima edizione intitolata “Scelta sistematica e progressiva delle composizioni per pianoforte di Bach, corredata da note, diteggiature e indicazioni di metronomo”, ed. Ricordi, Milano 1872.

A seguire in ordine cronologico ci furono musicisti e didatti del calibro di Ferruccio Busoni, Bruno Mugellini, Alfredo Casella e Carlo Pestalozza.

Ferruccio Busoni curò articolate raccolte di trascrizioni bachiane, offrendo lunghe note a piè pagina di carattere pratico-analitico e interpretativo non immune da una certa retorica tardo-romantica, che emerge ad esempio in indicazioni del tipo “focoso”, “vigoroso”, “energico”.

Bruno Mugellini ebbe numerosissime ristampe delle sue revisioni, promosse dalla Casa Editrice Ricordi a partire dal 1902, in diverse lingue. Egli contribuì in maniera efficacissima alla diffusione e alla comprensibilità di lettura e interpretazione dei lavori bachiani.

Alfredo Casella fu compositore, pianista, direttore d’orchestra, musicologo, didatta e revisore. Nel 1942 uscì la sua prima biografia in italiano di J.S. Bach. Egli considerava i 23 Pezzi Facili di Bach come i primi gradini in ascesa di una scala che portava alle Invenzioni a 2 e 3 voci, considerate i “Propilei” del monumento massimo, posto in cima, che prende il nome di Clavicembalo ben temperato.

Verranno posti a confronto vari esempi di interpretazione delle suddette opere bachiane, evidenziando i caratteri identificativi delle singole revisioni.

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