17.10.2017 Karl Jaspers - Perdersi per ritrovarsi - Naufragio dell’esistenza e cifre della trascendenza

Ciclo di conferenze di filosofia

Relatore: Stefano Martini

Karl-Jaspers 

Martedì 17 ottobre, ore 17.00 in sede

La vita e le opere di Karl Jaspers. “La mia filosofia” (I)

Karl Jaspers nasce il 23 febbraio 1883 a Oldenburg, nei pressi del Mare del Nord. Comincia gli studi universitari nella facoltà di diritto, ma dopo tre trimestri passa a medicina. Dopo la laurea (1909), si specializza in psichiatria e lavora dal 1909 al 1915 come assistente di Franz Nissl nella clinica psichiatrica dell’Università di Heidelberg. Con l’importante opera del 1913 Allgemeine Psychopathologie, che gli procura gli elogi di Edmund Husserl per l’uso che vi ha fatto del metodo fenomenologico, ottiene nello stesso anno la libera docenza in psicologia. Nel 1919 pubblica la Psychologie der Weltanschauungen, che segna il suo definitivo passaggio alla filosofia: così, nel 1920 è nominato professore straordinario e dal 1921 insegna come professore ordinario di filosofia all’Università di Heidelberg. In quegli anni conosce Max Weber, che avrà un grande influsso su di lui, e Martin Heidegger, con cui rimane legato da un’amicizia problematica. Gran parte delle opere teoretiche più importanti di Jaspers, per esempio il capolavoro Philosophie (1932, in tre volumi) e Vernunft und Existenz (1935), vengono concepite e pubblicate in quegli anni, finché, a causa del suo matrimonio (risalente al 1910) con l’ebrea Gertrud Mayer, nel 1937 il regime nazista lo sospende dall’insegnamento e nel 1938 gli vieta di pubblicare. La deportazione sua e della moglie in un campo di concentramento è già stato decisa, quando nel 1945 finisce la guerra ed egli riprende il suo insegnamento. Tuttavia, se ne allontana tre anni dopo, in segno di protesta contro gli orientamenti del suo Paese, che mostra di non sapere assumersi le responsabilità del regime criminale nazista, secondo le indicazioni che nel 1946 egli aveva dato nel corso accademico sulla “colpa della Germania”, pubblicato poi con il titolo Die Schuldfrage (1946). Nel 1948, quindi, lascia la Germania e accetta l’invito dell’Università di Basilea, dove insegna fino al 1961. Ivi intraprende una fitta serie di pubblicazioni, non solo di carattere strettamente filosofico, ma anche filosofico-politico, tra le quali: Der philosophische Glaube (1948), Vom Ursprung und Ziel der Geschichte (1949), Einführung in die Philosophie (1950), Die großen Philosophen (1957), Die Atombombe und die Zukunft des Menschen (1958), Der philosophische Glaube angesichts der Offenbarung (1962), Wohin treibt die Bundesrepublik? (1966). Muore a Basilea il 26 febbraio 1969. In questo primo incontro, dopo una presentazione PowerPoint, leggeremo da Über meine Philosophie (1941) alcune pagine, che potranno aiutarci a introdurre l’autore, così intitolate: “Come giunsi alla filosofia”, “L’assimilazione della tradizione del passato”, “Le mie opere” (K. Jaspers, La mia filosofia, Einaudi, Torino 1991, pp. 3-5, 6-12, 37-40).