12.12.2017 Karl Jaspers: Gli stimoli ai problemi fondamentali. “La mia filosofia” (II)

Martedì 12 dicembre, ore 17.00 in sede

Ciclo di filosofia

Karl Jaspers - Perdersi per ritrovarsi

Naufragio dell’esistenza e cifre della trascendenza

Relatore: Stefano Martini

Dopo la lettura (preceduta da una presentazione PowerPoint su vita e opere dell’Autore), durante il nostro primo incontro di ottobre, di alcune pagine da Über meine Philosophie (1941), aventi insieme il carattere di autobiografia spirituale e di introduzione al pensiero di Jaspers, e dopo una esposizione abbastanza ampia e puntuale (sempre tramite proiezione di slides) in occasione del secondo appuntamento a novembre, oggi intendiamo leggere del saggio prima citato un altro paragrafo, dal titolo “Gli stimoli ai problemi fondamentali” (K. Jaspers, La mia filosofia, Einaudi, Torino 1991, pp. 13-36), che ci dovrebbe permettere di addentrarci maggiormente nella filosofia jaspersiana, in modo da assaporarne alcuni temi fondamentali, aprendoci a una sua comprensione ancora più profonda. Innanzitutto, Jaspers cerca di dare un significato alla meditazione filosofica, riprendendo e svolgendo a suo modo i celebri «interrogativi kantiani: 1) Che cosa posso sapere? 2) Che cosa debbo fare? 3) Che cosa posso sperare? 4) Che cos’è l’uomo?» (p. 14). Nel corso della sua analisi egli riassume il proprio filosofare in tre domande: «Che cosa possiamo conoscere nelle scienze? Come dobbiamo raggiungere la più profonda comunicazione? Come ci diventa accessibile la verità?» (p. 16), alla cui base stanno tre nostri stimoli fondamentali: «il desiderio di sapere, la volontà di comunicazione e la tormentosa tendenza alla verità» (p. 17). Secondo Jaspers, mediante tali interrogativi noi «giungiamo alla via della ricerca» e le mète di questa ricerca sono «l’uomo e la Trascendenza, l’anima e Dio. E a queste mète si riferiscono il quarto e il quinto interrogativo» (p. 17). Ecco che, a un certo punto, egli può affermare: «Dagli interrogativi kantiani nacquero così per me i cinque interrogativi: della scienza, della comunicazione, della verità, dell’uomo e della Trascendenza. Voglio ora spiegare e approfondire un po’ più il senso di questi interrogativi, tanto rispetto agli stimoli che ad essi ci sospingono, quanto rispetto ad un primo abbozzo di risposta nell’ambito della filosofia» (pp. 18-19). Tali domande vengono quindi puntualmente affrontate e approfondite dall’Autore, che ha così l’opportunità di iniziarci ad alcuni concetti tipici del proprio pensiero.