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ARCHIVIO APPUNTAMENTI
21-02-2012
Il Simbolismo austriaco: Klimt e Schiele
ore 17.00 in sede
Relatrice: dott.ssa Sergia Ferro
Gustav Klimt (1862-1918) ed Egon Schiele (1890-1918) sono, insieme a Kokoschka, gli artisti più importanti della Vienna a cavallo tra 1800 e il 1900.
Nell’Ottocento aumenta sempre più la distanza tra le tendenze ufficiali ed accademiche e le esperienze d'artisti "indipendenti" alla perenne ricerca d'altri contenuti tecnico-espressivi, altri canali di diffusione. Con l'Art Noveau, infatti, s'intrecciano e si contrappongono linee di ricerca diverse: accanto a soluzioni d'effetto decorativo (Klimt), troviamo un'intensa ricerca sull'espressività della linea e del colore (Schiele). L'Ottocento è un secolo ricco d'esperienze artistiche, che vede fin dalla nascita del Romanticismo un susseguirsi d'istanze di rottura e di libertà espressiva, dove è forte l'interesse verso gli aspetti della realtà più viva, che sfocia nel Realismo.
14-02-2012
Filosofia e medicina nel pensiero tedesco contemporaneo: Karl Jaspers
ore 17.00 in sede
Relatore: prof. Stefano Martini
Karl Jaspers, «nato nel 1883 a Oldenburg, nella bassa Sassonia, fin dalla giovinezza mostrò interesse per la riflessione filosofica, ma, influenzato dal padre, iniziò gli studi giuridici. Nel 1902, tuttavia, abbandonò la facoltà di diritto e si iscrisse a medicina, laureandosi nel 1909. Dopo la laurea si dedicò alla psichiatria, lavorando nella Clinica di Heidelberg. In disaccordo con gli orientamenti psichiatrici del tempo, Jaspers pubblicò […] nel 1913 la monumentale Psicopatologia generale, che costituisce ancora oggi un classico della disciplina. […] Ottenuto nel 1913 l’insegnamento della psicologia nella facoltà di filosofia, Jaspers nel 1915 abbandonò la medicina per dedicarsi alla filosofia. […] I suoi studi gli valsero (1921) la cattedra di filosofia presso l’Università di Heidelberg. Nel 1937 venne espulso dall’Università per la sua opposizione al nazismo. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale fu chiamato a insegnare filosofia a Basilea dove restò fino alla morte» (Federspil et al., Filosofia della medicina, cit., p. 300). Nessun filosofo, tra i grandi del nostro tempo, conobbe al pari di Jaspers i problemi legati all’essere medico, sia per esperienza diretta, sia per una riflessione durata tutta la vita: egli fu medico tra i pensatori e filosofo tra i medici. I suoi scritti sulla condizione medica assumono, pertanto, un valore molto particolare. Il libro, da cui leggeremo alcune pagine e «che raccoglie cinque saggi scritti da K. Jaspers tra il 1950 e il 1955, espone due idee di fondo: la trasformazione del medico nell’età della tecnica e una critica serrata, ma anche ben argomentata, alla psicoanalisi. I due temi non sono giustapposti. Proprio perché nell’età della tecnica lo sguardo clinico abbandona sempre di più la componente “umanitaria” fondata sulla comunicazione “comprensiva” tra medico e paziente, per attenersi all’oggettività dei dati clinici che la strumentazione tecnica offre, lo spazio comunicativo lasciato libero dalla medicina moderna viene occupato dalla psicoanalisi che, lungi dall’essere un sapere, è una fede […]. Partendo da queste premesse, Jaspers auspica un’eliminazione della psicoanalisi che […] riduce la libertà dell’uomo, e un recupero, da parte della medicina, di quella comunicazione tra medico e paziente di cui la psicoanalisi si è appropriata quando, nell’età della tecnica, la medicina ha via via trascurato l’aspetto soggettivo della malattia, per attenersi esclusivamente all’oggettività dei dati che la strumentazione tecnica è in grado di offrire» (U. Galimberti, Introduzione a K. Jaspers, Il medico nell’età della tecnica, Raffaello Cortina, Milano 1991, pp. VII-VIII).
7-02-2012
“La porta verso l’est: il Brandeburgo e la Sassonia”
ore 17.00 in sede
Relatore: prof. Klaus Mueller
Il ciclo sui Länder e le regioni storiche della Germania si chiude con una panoramica su quella vasta zona di confine, colonizzata relativamente tardi dalle popolazioni germaniche e che da sempre ha avuto stretti contatti con il mondo slavo, in un rapporto spesso difficile, ma sempre di grande importanza per gli scambi culturali. Il Brandeburgo, in particolare, va visto pur sempre come il resto occidentale di quello che era una volta il composito, ma potente regno della Prussia, tramontato e cancellato dalle carte geografiche, con la fine della Seconda Guerra Mondiale. La Sassonia, dal canto suo, ha sempre avuto stretti legami con la Boemia e la Moravia (la moderna Cecoslovacchia), ma soprattutto con la Polonia, dato che i due reami, Sassonia e Polonia, furono retti per un certo tempo dal re di Sassonia.
27-01-2012
Incontro con Teresa Martini
In occasione della Giornata della Memoria, venerdì 27 gennaio alle ore 17 presso la sede dell'Istituto di Cultura Italo-Tedesco in via dei Borromeo 16, Teresa Martini, sopravvissuta ai lager nazisti, racconta la sua testimonianza e quella della sorella Carla Liliana Martini, autrice del libro “Catene di Salvezza. Solidarietà nella lotta contro la barbarie nazifascista”.
L'iniziativa, che gode del patrocinio del Consolato di Germania, della Regione Veneto, della Provincia e del Comune di Padova e della Comunità Ebraica di Padova.
24-01-2012
“Il cuore mitico e ribelle della Germania: Assia, Turingia e Sachsen Anhalt”
ore 17.00 in sede
Relatore: prof. Klaus Mueller
Il centro della Germania, che non ha avuto contatti diretti con altri paesi e civiltà (come il sud, l’ovest, l’est e il nord) e non ne ha sentito dunque cosi forte l’influenza culturale e sociale, è forse la regione più “germanica”: è infatti la regione delle fiabe e delle saghe, del medioevo cavalleresco e delle contese poetiche alle corti principesche. Da qui hanno tratto linfa ed ispirazione i maggiori rappresentanti del Romanticismo tedesco, nella letteratura, nella pittura e nella musica. Ma è anche la regione dove è nato l’avvenimento base, la vera “rivoluzione” della storia della Germania moderna che le conferirà le sue caratteristiche peculiari, cioè la Riforma Luterana.
23-01-2012
DEFA Story: il cinema della DDR
doppia proiezione ore 18.00 e ore 21.00
Cinema MPX, Via Bonporti 22
“SOLO SUNNY” (DDR 1980, 104’) di Konrad Wolf
Proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Introduzione: dott.ssa Christina Schmidt, autrice del volume Al di là del Muro - Cinema e società nella Germania Est (CLUEB, 2009).
Sunny, originaria di Berlino Est, è la cantante di una band sempre in tournée. Delusioni sentimentali e altre difficoltà le fanno attraversare una profonda crisi. Sguardo su una Germania Est inquieta, scossa da tensioni individualistiche. Film anticonformista e arricchito da belle musiche, entusiasmò il pubblico della DDR e fu premiato al Festival di Berlino 1980.
20-01-2012
Mostra “Il Simbolismo in Italia”
ore 15.30, Palazzo Zabarella, Padova
visita guidata dalla dott.ssa Sergia Ferro
Dal 1° ottobre 2011 al 12 febbraio 2012 è allestita, presso le sale di Palazzo Zabarella a Padova, la mostra "Il Simbolismo in Italia". Proseguendo nel suo percorso di ricerche e approfondimenti dell'Ottocento italiano fino alle avanguardie, la Fondazione Bano promuove l'importante mostra dedicata al Simbolismo in Italia.
Alla definizione del progetto della mostra e alla individuazione e ricerca dei suoi contenuti hanno lavorato Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, insieme a Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
"Il Simbolismo è stato un grande movimento europeo che, in Italia, ha cambiato il corso della pittura, facendola entrare nella modernità", afferma il professor Mazzocca.
"La forza di questo movimento è stata quella di interpretare e riuscire a rappresentare in pittura, penetrando anche nel territorio dell'inconscio, i grandi valori universali dell'umanità: questa straordinaria avventura artistica verrà ricostruita attraverso i quadri - capolavori ormai entrati nell'immaginario collettivo - dei suoi protagonisti. Se Segantini e Previati rappresentano le due anime del movimento, una più legata alla dimensione della realtà naturale, l'altra a quella dell'immaginazione, Pellizza da Volpedo e Morbelli confermano come il Divisionismo italiano, assolutamente all'altezza delle altre avanguardie europee, abbia raggiunto i suoi risultati più alti proprio quando è entrato nella temperie simbolista".
La mostra è organizzata in sezioni tematiche e ripercorre la storia della pittura italiana dagli anni Ottanta del XIX secolo per giungere sino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
L'obbiettivo dell'esposizione è inoltre quello di documentare i contatti dei nostri pittori con i grandi simbolisti stranieri presenti in Italia, dai ricordati preraffaelliti a Böcklin, Puvis de Chavannes, Klinger, Von Stuck, Klimt, conosciuti attraverso le Biennali di Venezia: a questo proposito, costituirà un evento di sicura presa spettacolare la ricostruzione della famosa Sala del Sogno che, alla Biennale del 1907, rappresentò la consacrazione ufficiale di un movimento in cui si era per buona parte riconosciuto lo spirito nazionale di fine secolo.
L’ingresso gratuito e riservato agli iscritti all’Istituto di Cultura Italo-Tedesco che esibiranno la tessera 2011-12.
19-01-2012
“I suoni rispondono ai colori in una foresta di simboli”
ore 17.00 in sede
Relatrice: prof.ssa Marisa Franceschi
In collaborazione con l'Azienda Turismo Padova Terme Euganee
In occasione della mostra sul Simbolismo che si tiene a Palazzo Zabarella a Padova, fino al 12 febbraio 2012, la prof.ssa Marisa Franceschi, esperta di Didattica della Musica, terrà un incontro dedicato al tema delle corrispondenze tra arte, letteratura, filosofia e musica nel periodo simbolista, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.
Il titolo dell’incontro è ispirato ad una celebre poesia di Charles Baudelaire.
Il Simbolismo fu un movimento assai complesso culturalmente, e si estese velocemente su scala europea, abbracciando tutte le sfere del “sentire nel profondo” dell’artista, il quale si trovò a fronteggiare concetti di indeterminatezza, imprevedibilità e relatività dei fenomeni, trovando conforto dall’angoscia esistenziale in momenti di estasi, di sogno o addirittura di allucinazioni in cui ogni forma visibile non è che il simbolo di una realtà che sta al di là di essa.
In questo quadro generale, anche la musica ebbe la sua influenza. Molti musicisti infatti furono ispirati, o a loro volta ispirarono, opere pittoriche di artisti contemporanei o posteriori, come nel caso di Chopin i cui Notturni, evocatori di delicate atmosfere di sogno e intima soavità, diedero il titolo ad opere di Previati o Vittorio Grassi. Richard Wagner influenzò la formazione di cenacoli musicali a lui devoti, mentre Richard Strauss compose un poema sinfonico ispirato alla composizione poetica di Nietzsche “Così parlò Zaratustra”, cogliendone lo spirito vitalistico legato alla danza e al fuoco, elemento quest’ultimo che compare nel quadro di Nomellini presente nella mostra di Padova.
Il tema della “femme fatale” poi attrasse molti artisti come Klimt e Franz von Stuck, o letterati come Oscar Wilde. Salome appunto è il titolo di un’opera di Richard Strauss, la cui “Danza dei veli” finale segnò uno dei momenti più alti e significativi nel panorama musicale di inizio Novecento. Altro elemento caro al periodo simbolista fu l’acqua presente in molte opere di Sartorio, Francesco Lojacono o altri pittori e, in musica, in molte composizioni pianistiche e orchestrali di Debussy.
Dunque verranno proiettate le immagini di alcune opere pittoriche e scultoree di artisti simbolisti presenti nella mostra e non solo, e parallelamente verranno proposti brani musicali tra i più significativi dell’epoca, attraverso una cosiddetta condotta di ascolto guidato che consente di apprezzare e riconoscere gli elementi fondamentali del linguaggio musicale.
La musica dialoga infatti con altri linguaggi: ascoltarla insieme e in concomitanza alla visione di opere figurative corrispondenti appunto, risulta stimolante, vario e gratificante.
22-12-2011
Progetto ‘800 Musica
ore 18.00 Accademia Galileiana, Sala del Guariento
via Accademia 7, Padova
Concerto:
F. Mendelssohn: Sonata Op. 4
R. Schumann: Sonata Op. 105
R. Strauss: Sonata Op. 18
Violino: Emy Bernecoli
Pianoforte: Massimo Giuseppe Bianchi
19-12-2011
Der Dritte (Il Terzo) di Egon Günther (ciclo DEFA)
ore 18.00 e ore 21.00 Cinema MPX, Via Bonporti 22
proiezione in lingua tedesca con sottotitoli in italiano
introduzione: dott.ssa Christina Schmidt
Margit ha all’incirca trentacinque anni e a prima vista rappresenta una donna emancipata che “ce l’ha fatta”. Ma esiste un punto oscuro in questo bilancio di successo: Margit è una madre che alleva da sola le sue due figlie e desidera ardentemente una nuova relazione. In barba alle convenzioni sociali, non vuole aspettare il partner ideale, vuole essere lei a cercarlo.